VIDEO, GIRO DI VITE IN CINA
Aperta al libero mercato ma governata da un regime comunista, la Cina delle contraddizioni e’ costretta ancora una volta a confrontarsi con il rivoluzionario mondo di Internet. E’ notizia di oggi che il Ministero dell’Informazione di Pechino ha approvato un nuovo regolamento, in vigore dal prossimo 31 gennaio, che portera’ fino al livello massimo la censura contro la pubblicazione dei video in Internet (e ovviamente dei video per cellulari). Ne ha dato notizia un portavoce ufficiale del governo cinese all’agenzia di stampa spagnola Efe, spiegando che la nuova legge permettera’ soltanto ai siti che fanno capo al governo di mettere in rete i video, mentre la censura colpira’ anche quelli regolarmente registrati nel Paese asiatico. Non e’ stato ancora chiarito se la censura colpira’ anche il popolare sito YouTube, leader mondiale nella diffusione di immagini in rete, gia’ oscurato nel mese di ottobre in occasione del XVII Congresso del Partito Comunista Cinese. Il Ministero dell’Informazione ha stabilito che per pubblicare un video in rete sara’ necessario un permesso della Amministrazione Statale di Radio, Cinema e Televisione, l’organo ufficiale della censura cinese. Una volta avuto il via libera alla pubblicazione, che deve essere rinnovato ogni tre anni, gli autori del video dovranno conservarlo per almeno 60 giorni e permettere eventuali ispezioni delle autorita’. Sara’ proibito offrire immagini che possano “alterare l’ordine sociale” - uno dei delitti con i quali di solito si accusano e incarcerano i dissidenti cinesi “andare contro i principi della Costituzione, pregiudicare l’unita’ nazionale, la sovranita’ e la integrita’ territoriale cinese", sara’ vietato anche “rivelare segreti di stato, pregiudicare la sicurezza statale, attentare al benessere dello Stato" e comunque mettere in rete qualunque video con contenuti che vanno “contro la legge”. Nonostante la Cina sia uno dei Paesi che esercitano la maggiore censura sulla rete, fino ad oggi gli internauti erano sempre riusciti a scambiare e guardare video su Internet, arricchendo anche molti portali nazionali sullo stile di YouTube.Secondo alcuni osservatori, la nuova e piu’ rigida regolamentazione arriva con un tempismo almeno sospetto, cioe’ una settimana dopo lo scandalo che ha colpito un noto presentare della televisione nazionale cinese, Zhang Bin accusato in diretta di tradimento dalla moglie. Il video con le accuse della consorte e’ stato messo in rete sul sito Tudou, imitazione perfetta di YouTube, ed e’ stato il piu’ visto in Cina nell’ultima settimana. (9Colonne)

























