L’ULTIMO BUSINESS DI TOPOLINO

Il capo della Walt Disney Bob Iger punta sul business dei videogame e ha intenzione di usare tutto il potenziale del colosso dell’intrattenimento per emergere come protagonista nel settore: “Siamo un gruppo dei media che cerca di farsi strada nei videogiochi. Ma laddove i nostri concorrenti probabilmente non hanno una tv, uno studio cinematografico, una casa discografica, stazioni radio o siti Internet, noi abbiamo tutto questo. Lo useremo in pieno per svilupparci nel mondo dei giochi”.

Uno degli strumenti sara’ il Disney Channel, che lancera’ non piu’ solo le colonne sonore dei film del gruppo ma anche i titoli dei suoi videogiochi. “Useremo un approccio multi-piattaforma per ripetere esattamente la strategia usata per il business della musica, ma su una scala molto piu’ vasta”, ha dichiarato Iger in un incontro con gli investitori.

La Disney vuole non solo proporre titoli originali prodotti da una divisione specializzata, ma anche creare giochi java per cellulari che sono degli spin-off di suoi popolari film e serie tv. I possibili partner per lo sviluppo del progetto non mancano: Nokia, Samsung, Panasonic, Siemens, Motorola e altri marchi di successo potrebbero essere i co-protagonisti del futuro di Topolino.

Questa strategia e’ gia’ stata applicata da Disney in maniera vincente al settore musica, per sviluppare una divisione che oggi genera utili di 100 milioni di dollari. Ma con i videogames, Disney pensa di guadagnare molto di piu’ L’azienda ha aumentato costantemente i suoi investimenti per sviluppare il business, da 100 milioni di dollari nel 2006 si passera’ a 175 milioni nel 2008. In cinque anni, la Disney pensa di spendere circa 350 milioni.

Quest’anno il gruppo (fondato il 16 ottobre 1923 da Walter Elias Disney e suo fratello Roy Oliver ad Hollywood, nel garage di un loro zio, con un prestito bancario di 500 dollari) ha anche comprato diverse societa’ specializzate in giochi e venduto 20 milioni di games nel mondo col marchio Disney. Il suo fatturato complessivo e’ di 31,9 miliardi di dollari. (9Colonne)

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