UK: ASSALTO AI MEDIA, PURCHE’ GRATUITI
In Gran Bretagna il consumo di media è in netto aumento e la gente è invogliata sempre più a trascorrere il tempo libero utilizzando la televisione, i contenuti offerti dal web e quelli on-demand. A rilevarlo è una ricerca condotta dalla società Kpmg Media di Londra, che nei suoi risultati pone in evidenza anche la tendenza del pubblico a preferire e richiedere l’accesso gratuito a questi servizi. Insomma: buone notizie per le compagnie di tlc, un po’ meno per i produttori di contenuti. La spesa media del consumatore britannico per i media tradizionali, come i quotidiani e le riviste, è scesa dalle 9,9 sterline del settembre 2009 alle 7,46 dello scorso mese. Contrariamente alle aspettative anche gli acquisti effettuati nel settore digitale hanno subito una flessione, seppur lieve, passando da 1,99 sterline a 98 pences a consumatore. Il report svela dunque come accanto ad un incremento dell’utilizzo dei media ci sia stato paradossalmente un calo della spesa, perché il pubblico "è attirato dai servizi gratuiti e a fronte del risparmio tende a rinunciare sempre di più al superfluo". Su 1.037 persone intervistate è emerso peraltro che il tempo dedicato ai veri media è cresciuto notevolmente. Il consumo mensile dei media tradizionali è salito da 11 ore e 40 minuti di settembre 2009 a 12 ore e 13 minuti di marzo 2010. Crescono anche le ore trascorse sui media digitali, che da 6 ore e 14 minuti sono balzate a 7 ore e 28 minuti. Il 21% degli intervistati non ha pagato nulla lo scorso mese per leggere quotidiani, rispetto al 15% della rilevazione precedente. I dati raddoppiano poi per le persone che abitano a Londra: il 41% ha preferito la free press ai giornali venduti nelle edicole e nei negozi. Nonostante molti editori vogliano far pagare i contenuti on line, l’88% degli utenti non è disposto a rinunciare alle news gratuite. Solo un 10% di pubblico ancora non abbonato ad alcun servizio si è detto disponibile a diventarlo. Alla domanda circa quale contenuto sarebbe poi disposto a pagare, il 55% ha detto di essere interessato alla musica, il 45% ai film e il 31% alle news. Un 30% invece si è dichiarato interessato alle offerte televisive on demand. (9Colonne)

























