DISSERVIZI, IN TESTA LE TLC
Cittadinanzattiva ha presentato oggi il decimo Rapporto annuale PiT Servizi, l’appuntamento sullo stato della P.A. e dei servizi di pubblica utilità in Italia visti dalla prospettiva dei fruitori quotidiani, ovvero i cittadini. Il Rapporto, infatti, viene realizzato a partire dall’analisi delle segnalazioni che i cittadini hanno rivolto al PiT Servizi, il servizio attivato da Cittadinanzattiva nel 1998 per tutelarne i diritti. Dal 2000 al 2009 sono stati gestiti circa 55.000 casi. Nel 2009 le telecomunicazioni si confermano - per il quarto anno - in testa ai servizi più criticati dai cittadini (20% delle segnalazioni), seguiti a ruota dai servizi bancari & finanziari (18% di lamentele), anche se la vera emergenza riguarda il settore dell’energia elettrica & gas (+72% di reclami rispetto al 2008), soprattutto a causa delle distorsioni registrate in concomitanza con l’apertura del mercato. In preoccupante ascesa anche il trend di reclami nei trasporti (+61%), negli stessi servizi bancari & finanziari (+40%) e nei servizi pubblici locali (+24%). Migliorano, di contro, i rapporti tra i cittadini e la PA (-34%). Quello delle tlc è il settore che negli ultimi 10 anni ha fatto registrare il più alto numero di disservizi subiti dai cittadini, anche se dal 2007 il trend delle segnalazioni è in costante diminuzione. Nel settore, pesano di più i disservizi legati alla telefonia fissa (71%), seguita da telefonia mobile (15%), Internet (8%) e TV (6%). Le principali voci che incidono di più nella telefonia fissa sono: bolletta (importi non dovuti, mancati rimborsi), cambio dell’operatore (attese anche di 60 giorni, doppia fatturazione,mancata fornitura del codice di migrazione, pratiche aggressive e ingannevoli), disdetta/recesso dal contratto (poche info, penali non dovute), ritardi nella riparazione dei guasti (anche 90 giorni di attesa), ritardi nell’attivazione della linea (anche 3 mesi di attesa), attivazione di servizi non richiesti. Nel settore della telefonia mobile la fenomenologia delle segnalazioni è in parte analoga alla telefonia fissa: cambio dell’operatore (anche 63 giorni a fronte dei 3 stabiliti dall’Agcom), bolletta (ritardi nel trasferimento del credito residuo, mancata restituzione dello stesso), disdetta/recesso del contratto (penali mascherate da costi di gestione), copertura del servizio e attivazione di servizi non richiesti. (9Colonne)

























