BRITISH TELECOM, SCIOPERO IN ITALIA

Si mobilitano i lavoratori italiani di British Telecom. Domani, 7 settembre, è in programma uno sciopero nazionale di tutta la giornata contro la ristrutturazione attuata dal colosso britannico nel nostro Paese. Lo sciopero - spiega Tullio Falarti, segretario generale della Fistel Cisl di Milano - è l’unica risposta possibile da dare ad un’azienda che vuole rimettere in discussione la propria presenza in Italia. Siamo certi di una grande partecipazione dei lavoratori e delle lavoratrici, che attendono un forte segnale di ripensamento e una riapertura del tavolo negoziale”. L’azienda ha già usufruito della cassa integrazione straordinaria nel luglio del 2009 (per “crisi strutturale”), un provvedimento che insieme ad alcuni esodi volontari incentivati ha permesso di “tagliare" 210 lavoratori, e adesso è tornata alla carica per chiedere l’applicazione dell’ammortizzatore sociale ad altre 216 persone (questa volta per “riorganizzazione”), circa 120 dei quali a Milano. “Il management di BT Italia - continua Falarti -, ma soprattutto quello della Casa madre non possono continuare a chiedere la cassa integrazione senza progetti e strategie a lungo termine, che diano prospettive e certezze occupazionali. Chiediamo all’azienda di ritornare sui suoi passi e ci auguriamo che in questa battaglia avremo al nostro fianco anche le istituzioni e le forze politiche locali e nazionali”. I sindacati temono che i continui tagli al personale nascondano la volontà del Gruppo di tlc di abbandonare l’Italia per delocalizzare all’estero le attività (alcune sono già state trasferite in Ungheria e India). In occasione dello sciopero, il 7 settembre, a Milano, a partire dalle ore 8 si terrà un presidio davanti alla sede principale, in via Tucidide 56, con manifestazione successiva fino al Consolato inglese. (9Colonne)

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