POLEMICA SUI COSTI DEGLI SMS

In una intervista al Corriere della Sera Stefano Parisi, amministratore delegato di Fastweb e presidente di Asstel, l’associazione del settore, replica al nuovo Mr Prezzi, Roberto Sambuco, che sullo stesso quotidiano ha anticipato un’indagine sul caro-sms: "I dati forniti dal Garante sono il prezzo massimo applicato dagli operatori italiani, gli stessi che vengono utilizzati dagli studi europei e che ci fanno apparire tra i Paesi più cari. Tutti i clienti hanno un’offerta voce e sms insieme. E un raffronto che nella verità non ha molto senso. Il prezzo medio è 3 centesimi". Parisi definisce "molto grave" che il Garante abbia messo in discussione la logica dell’offerta per abbattere il costo visto che tende ad escludere i meno abili a districarsi tra i piani tariffari: "Il Garante non può intervenire sulle politiche commerciali affermando che le offerte danneggiano chi non vi aderisce. Allora bisognerebbe criticare anche i 3×2 nei supermercati. Non si può pensare di tornare ai prezzi amministrati. Bisognerebbe conoscere l’esperienza degli ultimi vent’anni: tra quando c’era il Cip, il, Comitato interministeriale dei prezzi, e il ruolo che può avere adesso un garante ci passa un’epoca intera". "A differenza di altri mercati - prosegue il presidente di Asstel - quello della telefonia è regolato due volte: ex ante tramite l’Agcom che fissa le regole di comportamento ed ex post con l’Antitrust, che interviene qualora ci siano comportamenti che non rispettano quelle regole, come i cartelli". E si mostra scettico su possibili interventi legislativi, come ventilato da Sambuco: "Le autorità definiscono le regole, ed è ovvio che il governo e il parlamento possono intervenire: ma lo ha già fatto Bersani provocando danni gravissimi e incertezza". E sulla cancellazione dei costi di ricarica per i cellulari, Parisi ricorda che Asstel ha criticato più volte "quel provvedimento che per molti aspetti ha destabilizzato il settore". Conclusione: "Investitori stranieri hanno investito in Italia nelle telecomunicazioni, molte società sono quotate e c’è bisogno di chiarezza e stabilità. Si può intervenire ma ci vogliono dei processi chiari con le autorità che consultano consumatori e aziende. E’ quello che sta già facendo Calabrò. Come nella terminazione mobile si prevedono interventi graduali così che i mercati si possano adattare".

Ma l’associazione dei consumatori Adiconsum conferma invece l’esigenza di un provvedimento dell’Agcom per rendere confrontabili e comparabili tutte le tariffe della telefonia fissa e mobile, messaggistica e internet e appoggia quindi l’iniziativa del Garante dei prezzi sui costi degli sms "poiché in molte situazioni i costi degli sms all’interno dell’Italia sono più cari di quelli transfrontalieri". L’associazione evidenzia inoltre che "le persone in grado di valutare le varie e variegate proposte commerciali sono una minoranza. La maggior parte stipula un contratto e non lo modifica per anni. Sono questi utenti quelli che rischiano di pagare costi ben superiori a quelli di mercato. Concorrenza significa trasparenza e semplicità di confronto delle varie offerte commerciali e questa è lungi dall’essere in atto nel settore della telefonia mobile. Non è corretto che le persone meno esperte paghino i costi più alti in Europa". (9Colonne)

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