13 Mag, 2010
Secondo il rapporto "Visione 2020: Un’agenda di trasformazione per l’era digitale", lanciato da Digitaleurope (che rappresenta in Europa l’industria delle tlc, dell’informatica e dell’elettronica di consumo), le tecnologie digitali rappresentano un elemento chiave della crescita sostenibile, dell’innovazione e dell’occupazione nell’economia europea di oggi. "Il 40% della crescita della produttività in Europa é resa possibile dall’interazione tra tecnologia dell’informazione e capacità di comunicazione con le attività dell’industria, dei servizi e del settore pubblico; questo valore potrebbe crescere in modo esponenziale con la graduale fuoriuscita dalla crisi, qualora le tecnologie dell’informazione siano adottate più ampiamente" afferma Bridget Cosgrave, direttore generale di Digitaleurope. La competitività e la prosperità dell’Europa nell’era della globalizzazione digitale sono indissolubilmente legate ad un settore ICT dinamico, si afferma nel nuovo rapporto. E’ di fatto un chiaro messaggio dei leader del settore high-tech all’apparato decisionale dell’Unione europea sugli elementi essenziali da adottare per accrescere la futura competitività dell’Europa. Uno degli obiettivi deve essere quello di assicurare una copertura a banda larga su quasi il 100% del territorio Ue entro il 2015, fornendo agli utenti una connessione almeno a 2 MB, assicurata per un buon 30% da un’infrastruttura a fibra. "Per prosperare, l’Europa deve investire nelle reti di nuova generazione e nei servizi: ‘Internet ovunque’ é essenziale" precisa Cosgrave, che sottolinea anche la necessità per l’Europa di essere al contempo ospite e sede di una sana ricerca e sviluppo del settore ICT: "Per condurre realmente il gioco, dovremmo aumentare la spesa in ricerca e sviluppo almeno al 3% rispetto al PIL europeo entro il 2015". Altro segmento dalle sicure potenzialità di crescita è quello della Sanità. Si stima che il valore di mercato del cosiddetto ‘eHealth’ valga circa 20 miliardi di euro, pari al 2% dell’intera spesa sanitaria dell’Ue. Non secondario poi l’impatto che l’effettivo uso dell’ICT può avere sui Trasporti e sulla Logistica, se è vero che l’adozione di una rete di trasporti tecnologicamente avanzata ed integrata può generare una riduzione di emissioni di Co2 del 10% entro il 2015. Quanto espresso a livello europeo vale ovviamente, e a maggior ragione, nel contesto italiano. Sebbene l’Industria italiana di apparati e sistemi per le telecomunicazioni detenga la quarta posizione all’interno dell’Unione europea a 27 Stati per dimensione di fatturato totale (8,5%), dopo Finlandia (36,4%), Germania (20,3%) e Francia (11,1%), in Italia il fatturato globale 2009 del comparto si è attestato sui 7,5 miliardi di euro con una flessione del 19% rispetto all’anno precedente. Le esportazioni (1,5 miliardi di euro) hanno registrato un calo del 33% rispetto al 2008. "40.000 addetti trovano oggi occupazione in Italia nel settore ICT ha affermato Cristiano Radaelli, vice presidente Anitec. "Un numero certamente significativo nonostante le perdite occupazionali, stimabili in circa 5.600 addetti, indotte dalle difficili condizioni di mercato dell’ultimo biennio". Questi valori potranno ampliarsi ulteriormente nei prossimi 5 anni, dal momento che il 90% dei posti di lavoro richiederà competenze ICT entro il 2015. A livello europeo si stima che nei cinque anni a venire la creazione di nuovi posti di lavoro possa essere superiore alle 300.000 unità. "E ci auguriamo che tali incrementi possano interessare anche l’occupazione italiana nel settore". (pap)
12 Mag, 2010
Telecom Italia è nuovamente protagonista del Festival del Fund Raising in programma a Castrocaro Terme da oggi al 14 maggio. L’azienda, tra i main sponsor dell’iniziativa, presenterà la propria storia di successi nella raccolta fondi a favore del terzo settore e le nuove offerte Impresa Semplice e Niumidia Adv dedicate alle Onlus. Telecom Italia collabora da anni con numerose organizzazioni non profit nazionali ed internazionali per la raccolta di fondi a scopo benefico, mettendo a disposizione le proprie tecnologie e infrastrutture in modo del tutto gratuito sia per gli enti beneficiari sia per i donatori. Nel solo 2009 sono state quasi 100 le iniziative di fund raising sostenute tramite SMS TIM, chiamate solidali Telecom Italia e il Click Solidale, lo strumento che consente di effettuare donazioni attraverso il web. Nel ciclo di incontri del Festival del Fund Raising, verranno illustrati alcuni casi di successo e presentati i servizi più innovativi di Telecom Italia a supporto della raccolta fondi. In occasione del Festival, Telecom Italia presenterà alle Onlus anche due nuove soluzioni "su misura" di Impresa Semplice, il portafoglio di offerte integrate concepito per rispondere alle esigenze di comunicazione delle Piccole e Medie Imprese. Si tratta dei pacchetti Soluzione Onlus Base e Soluzione Onlus Completa, che permettono alle organizzazioni non profit di dotarsi, a condizioni particolarmente vantaggiose, degli strumenti di comunicazione più evoluti per sviluppare le proprie attività e comprendono offerte di fonia, internet, fax, posta elettronica tradizionale e certificata, numeri verdi e piattaforme di messaggistica. Niumidia Adv, la concessionaria pubblicitaria del Gruppo Telecom Italia, presenterà la soluzione pubblicitaria "Digital Onlus" che consente agli operatori del terzo settore di sfruttare in modo sinergico Internet e i cellulari. In particolare gli strumenti di mobile advertising, ideati proprio per la raccolta fondi, permettono di gestire gli invii di SMS pubblicitari con piattaforme di fund raising direttamente collegate alla campagna pubblicitaria stessa. Inoltre le Onlus potranno attivare campagne pubblicitarie, per aumentare il ricordo del proprio marchio e raggiungere audience sempre più ampie, utilizzando gli spazi sul portale Virgilio, sui portali mobili TIM e Virgilio e su "TIM internet mobile", la pagina di accesso ad internet per i navigatori che si collegano al web con chiavette TIM. Alla manifestazione sarà presente anche Fondazione Telecom Italia con un intervento nell’ambito del workshop dedicato alle fondazioni d’impresa. Operativa dall’inizio del 2009, Fondazione Telecom Italia in quanto espressione della corporate social responsibility di Telecom Italia sostiene progetti e iniziative provenienti dal mondo del non profit nel campo del sociale, dell’educazione e della formazione e finalizzate alla tutela e valorizzazione del patrimonio storico-artistico e ambientale. (9Colonne)
11 Mag, 2010
Il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano ha siglato oggi con Telecom Italia un accordo per la realizzazione di una moderna infrastruttura di comunicazione integrata in fibra ottica per la trasmissione di servizi di fonia, dati e video di ultima generazione, nell’ambito territoriale della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano. La nuova infrastruttura di rete "Full IP"in fibra ottica si estenderà su un totale di oltre 400 km consentendo collegamenti ad alta velocità a partire da 10 Gigabit/secondo tra la Santa Sede e le dieci sedi extraterritoriali del Vaticano situate a Roma e in zone limitrofe. La nuova piattaforma centralizzata di comunicazione sostituirà l’attuale infrastruttura della Santa Sede garantendo oltre a tutte le funzionalità tradizionali anche l’utilizzo di servizi innovativi nel rispetto degli standard qualitativi delle reti di nuova generazione. L’accordo prevede inoltre, da parte di Telecom Italia, la realizzazione di un centro operativo che verrà utilizzato dalla Direzione delle Telecomunicazioni del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano per la gestione dell’infrastruttura. Telecom Italia si è aggiudicata la gara indetta dal Governatorato dello Stato della Città del Vaticano con il quale ha stipulato un contratto di durata triennale, rinnovabile ogni anno per i successivi cinque anni, che prevede la fornitura .dei servizi di progettazione, installazione e configurazione. Inoltre il gruppo italiano di tlc provvederà al collaudo di tutte le piattaforme tecnologiche e ai servizi di formazione tecnica, assistenza e manutenzione. (9Colonne)
10 Mag, 2010
Indosat, operatore di telecomunicazioni leader in Indonesia, ha dato a Ericsson l’incarico di modernizzare la sua rete e, contemporaneamente, ha lanciato la rete mobile più veloce d’Asia, basata sulla tecnologia HSPA Evolution, in grado di raggiungere i 42 Mbps. Questa iniziativa rientra in un progetto pluriennale finalizzato a migliorare l’esperienza mobile in Indonesia, dove Indosat attualmente conta 39,1 milioni di abbonati. Questa modernizzazione da una parte prepara la rete a una migrazione verso la tecnologia LTE, dall’altra la dota di funzionalità in grado di diminuire i costi operativi e di ridurre il consumo di energia e le emissioni di carbonio fino al 50%, rendendola così più "eco-sostenibile", anche grazie a siti "green" alimentati con fonti di energia alternative. Harry Sasongko Tirtotjondro, President Director di Indosat, ha detto che la compagnia è orgogliosa di essere la prima operatrice in Asia e la seconda nel mondo a lanciare l’accesso Internet più veloce con la tecnologia DC-HSPA+ a 42 Mbps. "Oltre a fornire una così elevata velocità di download grazie alla modernizzazione della rete, Indosat sostiene l’intero settore nella creazione di un’industria tlc "green", che ridurrà il consumo di energia e l’impatto ambientale, migliorando al contempo la propria efficienza operativa". Secondo Johan Wibergh, responsabile Networks Unit di Ericsson, "con il traffico dati mobile che raddoppia ogni anno, la modernizzazione della rete diventa l’elemento chiave per gli operatori per continuare a offrire la migliore esperienza ai propri consumatori, diminuendo allo stesso tempo il total cost of ownership e riducendo l’impatto ambientale". L’accordo prevede da parte di Ericsson la fornitura delle tecnologie più avanzate ad oggi disponibili: Radio Base Station (RBS) 6000, MSS Blade Cluster e MINI-LINK TN. Inclusi nell’accordo anche la progettazione della rete, l’implementazione, i servizi di supporto e training. La modernizzazione permetterà a Indosat di acquisire la flessibilità necessaria per evolvere verso l’LTE, la tecnologia di prossima generazione. (9Colonne)
7 Mag, 2010
"La nostra sfida è trasformarci da società che opera nel mondo delle tlc a società del mondo della rete. In futuro non avremo più a che fare con concorrenti come gli attuali che offrono servizi, con Deutsche Telekom, con France Télécom per dirne un paio, ma con i Google, gli Apple, con i colossi della rete. Per questo dobbiamo cambiare pelle, modo di fare, per questo dobbiamo essere più flessibili e ci siamo impegnati ad alleggerire il gruppo, a semplificarlo, anche con qualche sacrificio". Ad affermarlo, in un’intervista al quotidiano La Stampa, è l’amministratore delegato di Telecom Italia, Franco Bernabè, che apre a Vodafone, Fastweb e Wind che stanno per annunciare il loro progetto comune di investimento sulla fibra ottica. "L’Italia ha bisogno nel lungo periodo di una rete di nuova generazione che, se guardiamo a chi l’ha già realizzata - il Giappone - costa moltissimo, oltre 20 miliardi. E’ ragionevole sostenere un simile investimento in un breve periodo? Ovvio che no. Però ci si deve attrezzare. Noi abbiamo programmato 6,5 miliardi di investimenti aggiuntivi solo in fibra fino al 2016, leggo che i concorrenti hanno un progetto da 2,5 miliardi per la fibra nelle principali città. Benvenuti. Attenzione però, la loro non è la nuova rete, è un pezzo, e non si può lasciare senza rete nemmeno una parte del Paese. Comunque, Telecom è pronta a trovare soluzioni comuni, purché non impediscano la concorrenza". Bernabè chiude l’intervista avanzano una proposta concreta: "Telecom Italia è pronta, in coordinamento con l’Authority, a studiare lo switch off della rete in rame a Milano in vista dell’Expo 2015. Anziché polemizzare su cifre e problemi teorici, cominciamo a eliminare a Milano la vecchia rete in rame sostituendola con la nuova in fibra. Noi siamo disponibili a fare tutto ciò che è necessario. Serve l’accordo di tutti, costruire il quadro regolatorio, definire ogni tipologia di infrastruttura, ma se il progetto funziona potremo ripeterlo altrove. E’ un passo in avanti?". (9Colonne)
6 Mag, 2010
Oggi grazie ai nuovi abbonamenti mensili di Skype, chiamare i numeri fissi e i cellulari di tutto il mondo è ancora più semplice e conveniente. Dal 6 maggio, infatti, saranno attive delle nuove offerte, per chiamare in 170 Paesi, che permetteranno di risparmiare fino al 60% rispetto alla tradizionale offerta a consumo di Skype. Gli utenti avranno a disposizione diverse opzioni: potranno acquistare pacchetti che partono da 60 minuti di conversazione fino ad arrivare all’offerta flat "senza limiti", e scegliere una durata da 1, 3 fino e 12 mesi. Gli abbonamenti Skype partono da un minimo di 0.89 euro al mese e offrono costi di chiamata a partire da 0.01 euro al minuto per quasi tutte le destinazioni del mondo. Grazie ai nuovi abbonamenti, gli utenti Skype potranno personalizzare il proprio piano e decidere quanto spendere con tre semplici passaggi: 1. selezionare il Paese in cui si vuole chiamare 2. decidere se chiamare numeri fissi, cellulari o entrambi 3. scegliere il piano che meglio soddisfa le proprie esigenze, da un minimo di 1 mese fino a un massimo di 12; da 60 minuti fino a quello "senza limiti". Skype è molto utilizzato per effettuare chiamate e videochiamate gratuite in tutto il mondo. Da ottobre 2005 Skype ha offerto ai propri utenti la possibilità di chiamare a tariffe convenienti i numeri fissi e cellulari. Il recente studio condotto da TeleGeography Research, la nota società di analisi e di ricerca sul mercato delle telecomunicazioni, evidenzia che la quota di conversazioni internazionali condotte via Skype ha raggiunto il 12% del totale. Gli utenti Skype che non desiderano abbonarsi potranno continuare a chiamare numeri fissi e cellulari acquistando credito Skype e utilizzando l’opzione di pagamento a consumo. Inoltre Skype continuerà a offrire abbonamenti mensili "senza limiti mondo" per chiamare in tutto il mondo. (9Colonne)
5 Mag, 2010
Il primo trimestre 2010 si chiude con un risultato più che positivo per Telecom Italia Media. Per la prima volta, infatti, dal 2003 ad oggi, la società controllata dall’ex monopolista delle tlc raggiunge un Ebitda positivo a livello di Gruppo, anticipando e di fatto superando già nel primo trimestre l’obiettivo di break-even delineato nel Piano Industriale per l’intero esercizio 2010. L’Ebit e il Risultato Netto migliorano inoltre del 30% circa rispetto al primo trimestre del 2009 e si riduce conseguentemente l’assorbimento di cassa del periodo. I positivi risultati del primo trimestre sono strettamente legati alla crescita dei ricavi dell’Operatore di Rete e alla ripresa del mercato pubblicitario televisivo, di cui hanno beneficiato in parte La7 e MTV. I ricavi consolidati del Gruppo nel trimestre raggiungono i 56,9 milioni di euro con una crescita del 17,3% (48,5 milioni di euro nel primo trimestre 2009) grazie soprattutto ai maggiori ricavi dell’Operatore di Rete TIMB (+109,4%) dovuti all’affitto di banda digitale verso terzi. L’EBITDA è positivo per 1,7 milioni di euro e migliora di 5,5 milioni di euro (-3,8 milioni di euro nel primo trimestre 2009). L’importante risultato del periodo è attribuibile alla crescita dei ricavi, solo parzialmente frenata dai maggiori costi sostenuti da La7 per l’arricchimento del palinsesto e dai maggiori costi operativi di TIMB. L’EBIT, a valle degli ammortamenti del periodo, è pari a -13,2 milioni di euro e risulta in miglioramento di 5,4 milioni di euro (-18,6 milioni di euro nel primo trimestre 2009). La variazione è quasi integralmente imputabile al miglioramento dell’EBITDA precedentemente descritto. Il risultato netto attribuibile ai soci della controllante, a valle del contributo delle attività destinate ad essere cedute, è pari a -11,1 milioni di euro e migliora di 5,5 milioni di euro (-16,6 milioni di euro nel primo trimestre 2009). L’indebitamento finanziario netto è pari a 351,3 milioni di euro e si incrementa di soli 6,2 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2009 (345,1 milioni di euro). La variazione è principalmente attribuibile agli investimenti industriali del periodo (10,9 milioni di euro) e agli oneri finanziari (2,0 milioni di euro), al netto dell’effetto positivo della gestione operativa del periodo stesso (-6,7 milioni di euro). (9Colonne)
4 Mag, 2010
Da sette anni la città di Sasso Marconi, luogo simbolico nella storia della comunicazione senza fili, in collaborazione con Regione Emilia-Romagna, Provincia di Bologna e Fondazione Marconi, ospita i “Radio Days”, un momento di confronto tra i protagonisti pubblici e privati per fare il punto sulle tecnologie di telecomunicazione. Giovedì 20 maggio al Centro Congressi Ca’ Vecchia i "Radio Days" di Sasso Marconi dedicano una giornata di approfondimento e riflessione alle reti wireless di comunicazione, all’imminente passaggio alla tv digitale terrestre e all’analisi di reti miste di nuova generazione Next Generation Network. Istituzioni, associazioni di categoria e aziende specializzate offriranno un quadro dello “stato dell’arte” del settore tlc.. Particolare attenzione sarà dedicata al tema della gestione dello switch off al digitale terrestre,soprattutto in considerazione del fatto che a partire da ottobre nell’intera Emilia-Romagna il segnale televisivo digitale sostituirà del tutto quello analogico. Il convegno sarà articolato in quattro sessioni. 1) L’eredità marconiana e nuove reti di Tlc: un giro di ricognizione sulle novità tecnologiche e sulle soluzioni più efficaci in termini di standard tecnologici e servizi veicolati. 2) Lo Switch off al DTT, gioie e dolori per l’utente finale: quali vantaggi e quali problematiche per i telespettatori, la scelta del decoder, la canalizzazione sul telecomando, lo smaltimento del vecchio televisore, gli strumenti di help on line messi a disposizione, i contributi disponibili, problematiche specifiche della montagna. 3) NGN, opportunità e rischi nella lotta al divario digitale: casi concreti di lotta al digital divide attraverso le tecnologie wireless (WiFi, WiMax ecc.) a vantaggio di cittadini e imprese. L’esperienza emiliano-romagnola a confronto con altre case-history. 4) Lo Switch off al DTT, gioie e dolori per gli addetti ai lavori: sessione dedicata agli antennisti, alle emittenti locali (broadcaster e fornitori di contenuti) su temi specifici come l’orientamento dell’antenna, il ruolo dell’emittenza locale, i contenuti e i servizi. (9Colonne)
3 Mag, 2010
Botta e risposta tra i due operatori di tlc Telecom Italia e Fastweb. In risposta a quanto dichiarato dall’amministratore delegato di Fastweb e della sua controllante Swisscom, Carsten Schloter, in merito a presunte inefficienze della rete Telecom Italia, destinate ad aggravarsi per mancanza di investimenti, e all’ingiustificato aumento del canone, l’azienda guidata da Franco Bernabè sottolinea in una nota che nel triennio 2010-2012, Telecom Italia investirà nel mercato domestico 9,2 miliardi di euro, di cui circa 7 miliardi di euro in infrastrutture di rete ed Information Technology. Nel 2009 gli investimenti di Telecom Italia nel mercato domestico sono stai pari al 16,3% del fatturato, impegno significativamente superiore a quanto posto in essere dalla stessa Swisscom in Svizzera e pari, nello stesso periodo, al 14,4%." La nota di Telecom Italia così prosegue: "Il canone unbundling in Italia (attualmente pari a 8,49 euro/mese con proposta Agcom di aumento a 8,70 euro/mese dal 1°Maggio 2010) è ampiamente sotto la media europea che è di 10,2 euro/mese per quei paesi che hanno adottato la nuova metodologia di valutazione basata su costi incrementali come richiesto dall’Unione Europea, tra cui Francia, Germania e Regno Unito. Peraltro stupisce che accuse di costi eccessivi dell’unbundling in Italia arrivino da un amministratore di Swisscom, posto che in Svizzera il costo dell’ULL è di 18,4 Franchi Svizzeri pari a circa 12,63 euro/mese (superiore di ben il 49% del valore attuale in Italia). La percentuale dei KO nei confronti di richieste Fastweb per l’attivazione di linee in unbundling legate all’indisponibilità della rete di Telecom Italia è del 5,5% (media periodo gennaio 2009 marzo 2010) ed è relativa esclusivamente agli ordini di Fastweb sulle cosiddette "linee non attive" ovvero su clienti cui bisogna costruire ex novo una linea. Tale valore considera anche i KO relativi ad ordini trasmessi più volte sullo stesso cliente. La percentuale di KO relativa all’unbundling su linea esistente è praticamente nulla, i dati relativi ai KO di rete vengono forniti periodicamente ad Agcom, e sono nella disponibilità dei comitati e organismi preposti al controllo. Una recente sentenza del Tar del Lazio, avversa a Fastweb, ha stabilito che gli operatori alternativi devono contribuire proporzionalmente allo sviluppo e al miglioramento della rete di Telecom Italia. ‘Infondato, in punto di fatto si legge nella decisione del Tar è l’assunto secondo cui la rete non necessita di nuovi investimenti. Non solo questi sono sempre necessari per adeguarsi alle nuove tecnologie, ma degli stessi investimenti, e dunque dei miglioramenti della funzionalità delle reti, beneficiano anche gli OLO, che di quelle reti si servono. Detta conclusione spiega la ragione per cui il costo affrontato da Telecom per migliorare le infrastrutture deve poi essere, in proporzione, ripartito con gli altri operatori utenti intermedi delle stesse’. In questi anni gli OLO, e in modo particolare Fastweb, hanno beneficiato, e continuano a beneficiare, di una asimmetria nelle le tariffe di terminazione fissa che non ha eguali in Europa. Telecom Italia paga attualmente agli altri operatori una tariffa di terminazione superiore di circa il 90% rispetto a quanto riceve dai concorrenti per le chiamate che terminano sulla sua rete. Nelle intenzioni dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni questo meccanismo doveva servire ad incentivare gli altri operatori a realizzare infrastrutture di rete proprie. Previsione che non si è concretizzata e poiché nessun OLO ha deciso di realizzare in Italia una infrastruttura di rete alternativa a quella di Telecom Italia, alla quale gli OLO possono accedere liberamente con il sistema dell’affitto tramite unbundling o bitstream". (9Colonne)