Archive for Maggio, 2010

A 7 ANNI COL TELEFONINO

E’ più probabile che un bambino di 7 anni possegga un cellulare piuttosto che un libro. Questo è quanto emerge da uno studio condotto dal National Literacy Trust di Londra, secondo cui nove alunni britannici su dieci hanno un cellulare, mentre meno di tre quarti hanno un libro in casa. La ricerca dà così conferma ai timori relativi a un sensibile calo del piacere della lettura tra le giovani generazioni. I ricercatori, che hanno basato le indagini su oltre 17.000 studenti di età compresa tra i 7 e i 16 anni, hanno rivelato una forte connessione tra la capacità di lettura e la disponibilità di libri in casa. Circa il 93% dei ragazzi che ha facile accesso ai libri tra le mura domestiche ha dichiarato che la lettura gioca un importante ruolo nel riuscire nella vita, rispetto all’80% di quanti non posseggono libri da leggere per conto proprio. Altro dato statistico su cui riflettere è quell’85% di alunni che ha confidenza con i cellulari perché ne possiede uno, paragonato a uno scarso 72% di coloro che posseggono libri. La ricerca è stata effettuata come parte integrante della campagna "Raccontami una storia", promossa dal National Literacy Trust, che mira ad aumentare la consapevolezza della necessità per le famiglie di sostenere l’alfabetizzazione dei figli in casa. Jonathan Douglas, direttore dell’Istituto, ha affermato: "Un bambino su sei in Gran Bretagna crescerà senza disporre delle competenze di alfabetizzazione necessarie al pieno sviluppo delle sue potenzialità. La nostra campagna intende cambiare tale prospettiva". (9Colonne)

NUOVO TELEFONINO PER NON VEDENTI

Audio-guide e display in rilievo sono le ultime soluzioni sfornate dai tecnici per aiutare i non vedenti ad usare i telefoni cellulari. Nessuna tra le idee proposte nel mondo, però, ha fino ad oggi reso del tutto accessibile ai disabili della vista la forma di comunicazione più in voga. Ci prova adesso la canadese Research In Motion (Rim) con un brevetto davvero innovativo. Il prototipo sviluppato dagli esperti d’oltre oceano permette ai non vedenti di usare in maniera completa i telefonini attraverso una "multi-tap keyboard user interface", un’interfaccia che genera un feedback audio. Le funzioni e le informazioni principali ,come il numero appena digitato o la guida alla navigazione dei menu, sono così tradotte in impulsi sonori. Se la ricerca canadese appare davvero avanzata, alcune soluzioni parziali sono già disponibili. E’ il caso di Nokia Braille Reader, un’applicazione sperimentale lanciata l’anno scorso da Nokia Labs. Si tratta di un software che converte gli SMS in linguaggio braille, codificato con la vibrazione. Passando il dito sullo schermo, l’utente può leggere le frasi con il tatto. L’applicazione è stata sviluppata da Nokia, Tampere University e Finnish Federation of the Visually Impaired. Un’altra risorsa creata in Canada, Oratio, soddisfa in maniera limitata gli utenti che hanno problemi di vista. Funziona infatti solo in lingua inglese su un unico modello di BlackBerry, il 8520 Curve. Oratio per smartphone BlackBerry si basa sul classico test-To-Speech ,tecnologia che trasforma le informazioni visive sullo schermo in un discorso intuitivo. Una alternativa sensoriale diversa giunge dalla Cina. Sviluppata dallo Shanghai Research Institute della China Telecom, permette di rilevare con i polpastrelli le informazioni contenuti nei dsplay. La risorsa si chiama 9 Spots Phone, perché 9 sono i punti in rilievo che è possibile toccare per richiamare i numeri e le varie funzioni del telefono. Anche i tecnici orientali, però, hanno al momento ideato solo un prototipo. Non è dato sapere quando 9 Spots Phone sarà prodotto e distribuito nei negozi. (9Colonne)

WEB SUI CELLULARI: +62,9% IN UN ANNO

L’accesso a internet da qualsiasi luogo (casa, ufficio, studio, altri luoghi) e strumento è disponibile per 32 milioni di Italiani (il 66,8% della popolazione tra gli 11 e i 74 anni), soprattutto per il 78,3% degli Italiani tra gli 11 e i 54 anni (27 milioni. Rispetto al 2009, l’incremento percentuale degli individui con accesso da qualsiasi luogo e strumento è pari all’11,9%, l’accesso da casa tramite computer cresce del 20% (29 milioni di individui nel 2010) e quello da cellulari del 62,9% (4,828 milioni di Italiani nel 2010). Cresce, più in generale, la disponibilità di accesso a internet tra le famiglie italiane. Sono infatti 11,514 milioni le famiglie con almeno un componente fino a 74 anni (il 54,6%) che dichiarano di avere un accesso a internet da casa attraverso almeno uno dei device considerati (computer di proprietà, computer aziendali, televisori), con un incremento del 17,7% (rispetto al 2009 che registrava il 46,4% delle famiglie collegate, ovvero 9,7 milioni). Il 64,9% delle famiglie con accesso a internet da casa dispone di un collegamento veloce via ADSL/fibra ottica (8 milioni di famiglie) con un abbonamento flat nel 90,5% dei casi (7,212 milioni di famiglie). È rilevante anche l’accesso attraverso le chiavette internet presente nel 22,2% dei casi (2,748 milioni di famiglie). Queste le principali evidenze di AW Trends, il report della ricerca di base sulla diffusione dell’online in Italia pubblicato da Audiweb. (9Colonne)

A ROMA I SERVIZI DI NUOVA GENERAZIONE SU FIBRA OTTICA

Telecom Italia annuncia l’avvio a Roma dei servizi ultrabroadband di nuova generazione resi possibili dalla propria rete in fibra ottica. Già oggi oltre 15 mila unità immobiliari del quartiere Prati sono raggiunte dalla rete in fibra e diventeranno oltre 80 mila entro l’anno interessando anche le zone servite dalle centrali di Belle Arti, Appia e Pontelungo. Nel biennio 2011/2012 la rete coprirà le principali aree di centrale all’interno del raccordo anulare e circa 350.000 unità immobiliari saranno raggiunte dalla nuova rete in fibra. Questa iniziativa si inserisce nel piano di investimenti sulla fibra di Telecom Italia per la realizzazione della rete NGAN (Next Generation Access Network) che prevede di rendere disponibili i collegamenti in fibra a circa 1.300.000 clienti in 13 città italiane entro il 2012 per arrivare ad oltre 10 milioni di clienti entro il 2016. A partire da questa settimana un primo gruppo di clienti di Telecom Italia potrà iniziare a sperimentare connessioni fino a 100 Megabit al secondo che rendono molto più performanti gli attuali servizi a larga banda e abilitano nuovi servizi come ad esempio la Tv ad alta definizione, la domotica, la telepresenza (videocomunicazione di ultima generazione) e i servizi di cloud computing. L’obiettivo è quello di collegare progressivamente ai nuovi servizi di tlc fino a 1.000 clienti sperimentali. L’effettiva commercializzazione dei servizi sarà avviata alla fine della sperimentazione e a valle della definizione del nuovo quadro regolamentare sulle reti NGAN. I lavori di realizzazione della nuova rete sono facilitati dal nuovo Regolamento Scavi del Comune di Roma, dalla semplificazione dell’iter burocratico per l’ottenimento dei permessi e dalla possibilità di utilizzare tecniche di scavo innovative come la minitrincea. Il nuovo quadro normativo per la realizzazione dei lavori è frutto del progetto Roma Digitale, lanciato nel marzo 2009 con l’Unione Industriali di Roma e con il comune di Roma, alla presenza del sindaco Alemanno. Tale progetto si propone, tra l’altro, di dare un grande impulso alla digitalizzazione dei servizi della Pubblica Amministrazione, come la sicurezza e il monitoraggio del territorio, l’infomobilità, la telemedicina, la dematerializzazione dei documenti. (9Colonne)

DISSERVIZI, IN TESTA LE TLC

Cittadinanzattiva ha presentato oggi il decimo Rapporto annuale PiT Servizi, l’appuntamento sullo stato della P.A. e dei servizi di pubblica utilità in Italia visti dalla prospettiva dei fruitori quotidiani, ovvero i cittadini. Il Rapporto, infatti, viene realizzato a partire dall’analisi delle segnalazioni che i cittadini hanno rivolto al PiT Servizi, il servizio attivato da Cittadinanzattiva nel 1998 per tutelarne i diritti. Dal 2000 al 2009 sono stati gestiti circa 55.000 casi. Nel 2009 le telecomunicazioni si confermano - per il quarto anno - in testa ai servizi più criticati dai cittadini (20% delle segnalazioni), seguiti a ruota dai servizi bancari & finanziari (18% di lamentele), anche se la vera emergenza riguarda il settore dell’energia elettrica & gas (+72% di reclami rispetto al 2008), soprattutto a causa delle distorsioni registrate in concomitanza con l’apertura del mercato. In preoccupante ascesa anche il trend di reclami nei trasporti (+61%), negli stessi servizi bancari & finanziari (+40%) e nei servizi pubblici locali (+24%). Migliorano, di contro, i rapporti tra i cittadini e la PA (-34%). Quello delle tlc è il settore che negli ultimi 10 anni ha fatto registrare il più alto numero di disservizi subiti dai cittadini, anche se dal 2007 il trend delle segnalazioni è in costante diminuzione. Nel settore, pesano di più i disservizi legati alla telefonia fissa (71%), seguita da telefonia mobile (15%), Internet (8%) e TV (6%). Le principali voci che incidono di più nella telefonia fissa sono: bolletta (importi non dovuti, mancati rimborsi), cambio dell’operatore (attese anche di 60 giorni, doppia fatturazione,mancata fornitura del codice di migrazione, pratiche aggressive e ingannevoli), disdetta/recesso dal contratto (poche info, penali non dovute), ritardi nella riparazione dei guasti (anche 90 giorni di attesa), ritardi nell’attivazione della linea (anche 3 mesi di attesa), attivazione di servizi non richiesti. Nel settore della telefonia mobile la fenomenologia delle segnalazioni è in parte analoga alla telefonia fissa: cambio dell’operatore (anche 63 giorni a fronte dei 3 stabiliti dall’Agcom), bolletta (ritardi nel trasferimento del credito residuo, mancata restituzione dello stesso), disdetta/recesso del contratto (penali mascherate da costi di gestione), copertura del servizio e attivazione di servizi non richiesti. (9Colonne)

CELLULARI, IN CINA 9 MILIONI DI NUOVI ABBONATI OGNI MESE

L’Ericsson ConsumerLab ha condotto una nuova ricerca sui comportamenti e le abitudini dei consumatori cinesi e su come questi possano alimentare la crescita, il potenziale e la diversità del mercato delle telecomunicazioni più ampio del mondo. Questa ricerca, resa nota in occasione dell’Ericsson Business Innovation Forum svoltasi a Shanghai dal 17 al 19 maggio, esamina i trend di consumo dei quasi 800 milioni di abbonati alla telefonia mobile e dei 380 milioni di persone che navigano su Internet in Cina. Con una penetrazione della rete mobile del 56% e 8,8 milioni di nuovi abbonamenti ogni mese, la Cina vanta uno dei mercati più dinamici del mondo e un’economia che registra la crescita più rapida a livello globale. La crescita del PIL pari all’8% nel 2009 e l’aumento dei salari stanno incrementando il potere d’acquisto e il benessere della popolazione. Ma la situazione varia all’interno di questo vasto Paese: il mercato urbano, rurale e il target costituito dai più giovani mostrano infatti un’estrema diversità per domanda di servizi e competenze tecnologiche. Nelle aree urbane, i consumatori richiedono e sottoscrivono i servizi più avanzati per la rete mobile. Si è riscontrato un forte interesse verso la tecnologia più evoluta, e la rapida crescita del reddito - pari all’8,8 % nel 2009 - così come la volontà di acquisire uno status sociale più alto hanno reso la Cina il secondo mercato più vasto per il consumo di beni lusso. Dalla ricerca emerge che il 46% della popolazione urbana considera importante poter accedere a Internet da qualunque luogo si trovi. I telefoni cellulari sono infatti diffusi ovunque, a differenza delle connessioni fisse che risultano meno comuni: ciò comporta che, contrariamente a Europei e Americani, la popolazione cinese tenda a utilizzare per il traffico dati e voce i propri telefoni cellulari piuttosto che laptop e dongle. Gli abitanti delle aree urbane considerano Internet essenziale, non solo per accedere ai diversi servizi, ma anche per le interazioni sociali. Anche la curiosità verso tutto ciò che sta al di fuori dei confini cinesi sta favorendo il cambiamento in corso: il numero dei cinesi che viaggia oltreoceano a scopo turistico raggiungerà quest’anno i 54 milioni, superando i 47 milioni dello scorso anno. Con un livello di istruzione superiore rispetto ai genitori, i giovani cinesi rappresentano uno dei target di riferimento più ambiti del mondo. Con un consumo di servizi pari o addirittura maggiore rispetto ai loro coetanei inglesi, svedesi e americani, i giovani cinesi sono early adopter, nativi digitali, consapevoli del proprio status e, poiché in gran parte figli unici, più agiati rispetto alle generazioni precedenti. (9Colonne)

CELLULARI E TUMORI CEREBRALI, NESSUN NESSO

Nel più grande studio epidemiologico condotto finora, l’uso del telefono cellulare non risulta legato allo sviluppo di tumori cerebrali. È il dato principale che emerge dall’articolo pubblicato dal gruppo di studio Interphone sull’International Journal of Epidemiology. Lo studio Interphone, promosso e coordinato dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), è stato realizzato tra il 2000 e il 2004 in 13 Paesi, tra i quali l’Italia. La direzione dello studio italiano è stata affidata all’Istituto Superiore di Sanità. Interphone è uno studio caso-controllo basato su interviste, finalizzato a valutare la relazione tra uso del telefono cellulare e rischio di tumori cerebrali (gliomi e meningiomi) e di alcune altre neoplasie (neurinomi del nervo acustico e tumori delle ghiandole salivari). Sono state intervistate oltre 10.700 persone, tra i 30 e i 59 anni di età (2.708 casi di glioma, 2.409 casi di meningioma e 5.634 “controlli” non affetti da tumore cerebrale). Ai partecipanti è stato chiesto se avessero mai usato un telefono cellulare, quando avevano iniziato, quante volte al giorno lo utilizzavano e quanto tempo duravano le telefonate. Interphone è stato progettato con rigore e coordinato in modo efficiente; si sono adottate procedure uniformi nell’accertamento dei casi, nella selezione dei controlli e nelle interviste, basate su uno stesso questionario computerizzato, tradotto in otto lingue diverse. Ma l’aspetto più innovativo di Interphone consiste negli sforzi dedicati a verificare l’affidabilità del ricordo d’uso del telefono tra gli intervistati. Le informazioni sull’uso del cellulare raccolte attraverso le interviste, ad esempio, sono state confrontate con i dati di traffico telefonico registrato dagli operatori di rete in un campione di casi e controlli a cui era stato richiesto il consenso alla verifica. Né per il glioma, né per il meningioma – spiega la dottoressa Susanna Lagorio, dell’Istituto Superiore di Sanità - si sono osservati incrementi di rischio in relazione alla durata dell’uso del cellulare, neppure tra gli utilizzatori a lungo termine (10 o più anni). Inoltre, non è stata rilevata alcuna tendenza all’aumento del rischio di tumore cerebrale all’aumentare del numero totale di chiamate e neppure all’aumentare delle ore cumulative d’uso. Nell’insieme, lo studio non ha rilevato alcun incremento del rischio di tumori cerebrali legato all’uso dei telefoni mobili. Si tratta di un risultato particolarmente solido sia perché le dimensioni dello studio assicurano margini di errore davvero ridotti, sia perché l’omogeneità dei risultati ottenuti in tanti Paesi diversi contribuisce a rafforzarne la credibilità. Le osservazioni, inoltre, sono coerenti con i risultati degli esperimenti in laboratorio che non hanno finora dimostrato che i campi elettromagnetici a radiofrequenza usati nella telefonia cellulare abbiano effetti cancerogeni. Interphone non ha rilevato alcun incremento del rischio di tumore cerebrale tra chi aveva iniziato ad usare il telefono cellulare 10-12 anni prima: si tratta di un’informazione rilevante, che prima di oggi non si aveva. La ricerca prosegue in varie direzioni: dalla sorveglianza dell’incidenza di tumori cerebrali nella popolazione, a studi caso/controllo su tumori cerebrali e telefoni cellulari nei bambini, a studi prospettici di coorti di utilizzatori. (9Colonne)

TELECOM ITALIA, ECCO LA CITTA’ DIGITALE

Telecom Italia presenta a Forum PA 2010 i nuovi servizi di Information & Communication Technology pensati per le Amministrazioni centrali e locali. Si tratta delle innovative soluzioni dell’offerta "Smart Town" per la digitalizzazione dei processi di gestione del territorio, la sicurezza ambientale, l’informatizzazione della scuola, l’automazione degli edifici e la comunicazione in tempo reale con i cittadini in mobilità. L’offerta comprende inoltre piattaforme integrate per l’intrattenimento e la teledidattica negli ospedali, l’efficientamento dei processi di cura e i servizi di nuova generazione per la telemedicina, il turismo e la dematerializzazione. Con la possibilità di essere erogati anche in modalità "on demand" attraverso i Data Center di Telecom Italia, i servizi Smart Town - sviluppati in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche ISOF di Bologna - sfruttano per la trasmissione dati, la rete di illuminazione pubblica e tecnologie trasmissive di nuova generazione senza la necessità di effettuare nuovi cablaggi. In particolare, nell’ambito dell’offerta Smart Town, Telecom Italia presenta in anteprima a Forum PA il prototipo del servizio Smart Environment. La soluzione, dedicata alle amministrazioni centrali e locali, consente di monitorare diversi parametri ambientali come ad esempio la pressione e la temperatura atmosferica, il grado di umidità, o ancora il livello dell’inquinamento acustico, le fughe di gas, gli incendi, le perdite d’acqua, il livello dei rifiuti urbani o lo stato strutturale di infrastrutture pubbliche come ponti o viadotti. Il servizio Smart Environment si basa sulla piattaforma Smart Town, installata presso i Data Center di Telecom Italia o presso il cliente, e sull’utilizzo degli impianti di illuminazione pubblica integrati alle reti di tlc, oltre che su sensori di nuova generazione. I sensori, installati in prossimità dei lampioni inviano, attraverso la rete elettrica alla quale sono collegati, i dati registrati, i quali vengono poi trasmessi alla piattaforma Smart Town che ne consente la visualizzazione. Il servizio Smart Environment si avvale di sensori a basso consumo energetico, dotati di interfaccia di comunicazione radio che permette di ampliare ulteriormente il raggio di azione fornito dalla rete elettrica e utilizza la capacità trasmissiva della tecnologia Power Line Communication (PLC) che non richiede la necessità di effettuare nuovi cablaggi.

Tra le altre novità presentate, il servizio Smart Parking, una soluzione innovativa che permette di monitorare in tempo reale l’occupazione delle zone di parcheggio o di aree riservate associando al posto occupato anche la targa del veicolo. Per ottimizzare la comunicazione tra l’amministrazione comunale e i cittadini, Telecom Italia ha sviluppato inoltre il servizio Smart Advertising che si avvale di pannelli informativi elettronici, anch’essi collegati alla rete di illuminazione pubblica, e installati sulle strade in prossimità dei lampioni. Il servizio consente all’amministrazione comunale di fornire in tempo reale ai cittadini in mobilità una serie di informazioni mirate, aggiornate e differenziate nel contenuto, a seconda della localizzazione geografica, della fascia oraria e del pubblico di riferimento. Il servizio viene erogato attraverso la componente di gestione Advertising della piattaforma Smart Town che consente di organizzare i contenuti da trasmettere. Per rispondere alle esigenze di sicurezza dei cittadini, Telecom Italia ha infine sviluppato il servizio Smart Surveillance che consente il controllo delle aree remote senza la necessità di presidi fisici, attraverso l’utilizzo di telecamere installate sui lampioni e collegate alla rete di illuminazione pubblica. I dati registrati vengono trasmessi, attraverso la rete elettrica, al server preposto per il servizio di videosorveglianza della piattaforma Smart Town di Telecom Italia. Il servizio consente di visualizzare e registrare le immagini in tempo reale utilizzando la rete di illuminazione pubblica già esistente, senza la necessità per le amministrazioni comunicali di effettuare operazioni di cablaggio. (9Colonne)

BANDA LARGA, SCAVI MENO INVASIVI

Il presidente di Telecom Italia, Gabriele Galateri, e il presidente dell’Unione delle Province d’Italia (UPI), Giuseppe Castiglione, hanno siglato un protocollo d’intesa che contribuisce a dare concreta attuazione alla semplificazione delle procedure per la realizzazione delle reti a banda larga introdotta dalla Legge 133 del 2008. Il protocollo di intesa, che segue quello recentemente sottoscritto (febbraio 2010) tra l’UPI ed il Ministero dello Sviluppo Economico – Dipartimento Comunicazioni, si propone di diffondere tra le Province l’utilizzo delle nuove tecniche di scavo non invasive, che riducono l’impatto ambientale e il costo dei lavori per realizzare le reti di telecomunicazioni per potenziare i servizi a larga banda. Si tratta delle cosiddette "minitrincee" che consentono, attraverso l’impiego di tecniche e strumentazioni altamente innovative, di ridurre fino all’80% i costi socio ambientali in termini di disagi per i cittadini e per le amministrazioni, del 67% gli incidenti sul lavoro, e dell’80% i tempi necessari per la realizzazione di infrastrutture di tlc. Questo grazie a scavi di pochi centimetri di larghezza e di soli 30 centimetri di profondità. Grazie agli impegni assunti da UPI e Telecom Italia ed al "modello di convenzione" individuato nel protocollo, le Province potranno stipulare con Telecom Italia, così come con gli altri operatori di telecomunicazione interessati, specifici accordi per giungere ad una applicazione uniforme sul territorio nazionale della normativa, delle terminologie e dei parametri essenziali (ad es. profondità e larghezza degli scavi), nonché la riduzione dei tempi di approvazione e di realizzazione dei lavori che utilizzano tali nuove modalità. UPI e Telecom Italia, inoltre, costituiranno un tavolo di monitoraggio allo scopo di verificare i processi semplificativi legati al protocollo e fornire supporto e chiarimenti alle province. Il tavolo consentirà all’UPI, anche grazie allo scambio di informazioni con Telecom Italia relative alla copertura dei servizi a banda larga nel territorio, di coordinare gli interventi delle Province finalizzati al superamento del digital divide. Telecom Italia, che ha già sperimentato con successo queste tecniche di scavo - a Roma, Torino, in parte della Sardegna e del Sud d’Italia - è il primo operatore di tlc a sottoscrivere il protocollo con UPI, nella convinzione che l’adozione diffusa ed omogenea delle nuove tecnologie di scavo consentirà di migliorare e potenziare l’infrastruttura di rete riducendo tempi, disagi e costi per la sua realizzazione. (9Colonne)

INCLUSIONE DIGITALE, ITALIA CENERENTOLA

Non si può più prescindere dalla digitalizzazione, il processo deve includere tutto il Sistema Paese. Questo, in sintesi, il messaggio lasciato dal “Transformation Forum Italia - Inclusione digitale, condizione dello sviluppo”, tenutosi a Roma ed organizzato da Nokia Siemens Networks. L’Italia ha evidenziato un gap importante in termini di connettività. Ne è testimonianza la ricerca, commissionata da Nokia Siemens Networks, condotta dal prof Leonard Waverman della Haskayne School of Business, Università di Calgary e dalla società di consulenza economica Lecg. Janne Rajala, analista di Nokia Siemens Networks, nel presentare la terza edizione dello studio ed evidenziando l’analisi sulla connettività italiana ha affermato che "c’è grande effervescenza intorno alla tematica della connettività in Italia. Tutto questo consente ottimismo per ciò che riguarda l’infrastruttura ed il superamento del gap registrato dalla ricerca, ma è la carenza nella cultura digitale che necessita di uno sforzo comune di tutto il Sistema Paese. Le Connectivity Scorecards dimostrano, dati alla mano, come la connettività si traduca in produttività; e questa è la ricetta per una grande ripresa." Nel ranking generale l’Italia è scesa alla 22a posizione dalla 19a della scorsa edizione. Se consideriamo che la classifica dei Paesi ad economia sviluppata prende in esame 25 nazioni, il risultato non può definirsi soddisfacente. I parametri di analisi sono costituiti dall’insieme delle infrastrutture, dalle capacità di utilizzo, dall’esistenza di software e terminali e dal loro impiego che insieme fanno dell’ICT il principale traino della produttività e della crescita economica. Ma per quanto ancora sviluppabile sia la connettività in generale, l’Italia ha ora il dovere di adoperarsi per l’inclusione di tutte le fasce della popolazione in un grande progetto di alfabetizzazione digitale. Lo sforzo comune di tutti i protagonisti dell’ICT, tlc in testa , deve affrontare il "secondo digital divide". (9Colonne)