CALABRO’: SENZA BANDA LARGA NON C’E’ SVILUPPO
In Italia la penetrazione degli operatori virtuali (mvno) è fra le più basse al mondo, tutti insieme raggiungono appena lo 0,8% della quota di mercato complessiva. Eppure "il mercato italiano della telefonia mobile è il più competitivo al mondo" sottolinea in una intervista al Mondo dal presidente dell’Agcom Corrado Calabrò: "Noi abbiamo fatto tutto il possibile affinché gli operatori titolari di licenze gsm e umts aprano le loro reti. E questo è avvenuto: oggi chiunque intenda avviare un’attività mvno in Italia e ne abbia le capacità viene messo in grado di farlo, e può ottenere dai quattro operatori principali la possibilità di accedere alle loro reti, a condizioni competitive". Calabrò evidenzia tuttavia che "senza un’adeguata infrastrutturazione, con margini di redditività ridotti all`osso e con una competizione dove contano il brand e l’ampiezza delle reti, è fisiologico che il mercato si polarizzi attorno ai quattro operatori più organizzati. Noi abbiamo fornito a chi vuole entrare come mvno gli strumenti giuridici per competere in un mercato aperto a parità di condizioni, ma questo fatto, ovviamente, da solo non basta. Anche nel comparto della telefonia mobile servono maggiori investimenti nella fibra ottica, che in Italia ha un tasso di diffusione e capillarità sul territorio inferiore alla media europea. La banda larga terrestre non è, infatti, solo una questione legata alla telefonia e allo scambio dati su rete fissa, ma riguarda anche le comunicazioni mobili. Per supportare un massiccio traffico dati gli operatori hanno bisogno di collegare in fibra le stazioni radio. In questo modo, anche gli mvno potranno competere sul terreno delle comunicazioni multimediali, e avere maggiori possibilità di offrire servizi innovativi, intorno ai quali sì giocherà la competizione del domani". Il presidente dell’Agcom sottolinea che "in Italia abbiamo il più alto numero di operatori infrastrutturati a capitale straniero, tre su quattro. Inoltre, tra il 2006 e il 2009 si è verificato un vero e proprio crollo delle tariffe che sono scese, in media, del 30%. Vantiamo prezzi che sono più bassi di quelli dei tre maggiori Paesi della Ue, e un tasso di diffusione dei cellulari pari al 152% per abitante contro, per esempio, l`88% della Francia. E non basta: siamo all’avanguardia dal punto di vista dell’innovazione tecnologica, dagli smartphone intelligenti al trial band e alle possibilità di collegamento fra telefono cellulare e computer. Senza considerare il dato sulla portabilità: dal 2002 a settembre 2009 più di 21 milioni di utenti hanno cambiato gestore, un dato unico in Europa, sia in termini assoluti che pro capite". Per Calabrò, la diffusione della banda larga è un punto di enorme importanza, oltre che l’oggetto di una campagna di informazione e moral suasion condotta dall`autorità che presiede: "Secondo dati Ocse, ogni euro investito in banda larga genera ricavi per 1,56 euro e può dare un contributo importante per uscire dalla crisi economica, insieme al ruolo che possono avere la digitalizzazione della sanità e della pubblica amministrazione". E conclude: "La nostra missione è di agire a tutela e promozione della concorrenza e dello sviluppo anche prospettico del settore. Certo, la politica industriale non compete a noi. Ma far presente il problema e sottolinearlo è un compito di cui ci stiamo facendo carico". (9Colonne)

