5 Ago, 2009
Cambio operatore telefonico in tre giorni? Un’utopia, soprattutto dopo la sentenza del Tar del Lazio che il giugno scorso ha stabilito che gli operatori di telefonia mobile possono chiedere un tempo massimo fino a 30 giorni di preavviso all’utente che vuole cambiare operatore. Il Dipartimento Nuove tecnologie del Movimento Difesa del Cittadino (MDC) conferma quanto scritto in un articolo di Repubblica di oggi: occorrono settimane per passare da un operatore all’altro. L’associazione dei consumatori, infatti, sta ricevendo decine e decine di segnalazioni da parte degli utenti che lamentano difficoltà nel passaggio e che non possono usufruire in tempi brevi delle offerte dei concorrenti. "Si tratta di un comportamento lesivo della concorrenza da parte delle aziende, che scoraggia gli utenti a spostarsi liberamente viste le complicazioni cui devono far fronte. Capita spesso poi che spiegano dal Dipartimento di MDC prima del passaggio, il "vecchio" operatore offra
controproposte che però non sempre si rivelano veritiere e affidabili". Nell’Unione Europea, l’Italia è penultima tra i paesi che rispettano il diritto dei consumatori alla portabilità del proprio numero di telefono in tempi brevi, con 15 giorni di attesa, contro la media europea di 8,5 per i cellulari. "È assurdo conclude il Movimento Difesa del Cittadino - che sul fronte della telefonia fissa (Adsl compresa) sia da pochi giorni uscita una delibera dell’Autorità Garante per le comunicazioni che abbrevia considerevolmente i tempi del passaggio ad altro operatore (10 a partire da novembre e 5 dal marzo prossimo), mentre sul fronte della telefonia mobile si stiano facendo solo passi indietro. Chiediamo al Garante un intervento urgente per ristabilire la libera concorrenza nel settore della telefonia". (9Colonne)
4 Ago, 2009
L ’Europa ha compiuto nei giorni scorsi un importante passo avanti verso una nuova generazione di servizi mobili. Il Consiglio dei ministri ha seguito il Parlamento europeo e ha approvato una proposta della Commissione sull’ammodernamento della normativa comunitaria, la cosiddetta direttiva GSM, sull’uso dello spettro radio necessario per i servizi mobili. La direttiva GSM del 1987 riserva l’uso di una parte della banda di frequenza 900MHz alle tecnologie di accesso note sotto il nome di GSM (Global System for Mobile o originariamente Groupe Spécial Mobile), come ad esempio i telefoni cellulari. La direttiva aggiornata permette ora di utilizzare la banda di frequenze 900 MHz per offrire servizi paneuropei più rapidi come l’Internet mobile, oltre ai tradizionali servizi GSM. Questa nuova flessibilità rafforzerà la concorrenza sul mercato europeo delle telecomunicazioni e contribuirà ad una diffusione più ampia e rapida dei servizi in banda larga senza fili, che rappresentano oggi uno dei motori della ripresa economica. Dalla riforma della direttiva GSM ci si aspettano risparmi per l’industria fino a 1,6 miliardi di euro. La nuova direttiva GSM entrerà in vigore in ottobre. La Commissione aveva proposto di riformarla parallelamente al quadro normativo europeo delle telecomunicazioni. La direttiva GSM aggiornata è la prima di una serie di importanti direttive nel settore delle telecomunicazioni in corso di elaborazione e grazie all’accordo odierno del Parlamento e del Consiglio è ora possibile muoversi verso un’economia senza fili più forte. (9Colonne)
3 Ago, 2009
Le vendite mondiali di telefoni cellulari sono cresciute di quasi il 5% nel secondo trimestre, con il primo aumento trimestre su trimestre da 9 mesi, segnando una inversione di tendenza per un mercato in difficoltà. Lo dice uno studio della società di ricerca iSuppli ripreso dalla Reuters. Le vendite globali di telefonini sono cresciute del 4,7%, pari a 265 milioni di unità, nel secondo trimestre rispetto al primo, grazie in particolare a Medio Oriente e America Latina, anche se sono ancora sotto del 15,1% rispetto a un anno prima, secondo i dati preliminari forniti da iSuppli. “Il mercato sta toccando il fondo”, spiega alla Reuters l’analista di iSuppli Tina Teng. “Nel mercato dei cellulari vediamo più ordini in arrivo e i primi 5 produttori ora prevedono una crescita positiva”. Le vendite del 2009 sono ancora previste in calo del 9,9% rispetto al 2008, con 1,1 miliardi di unità (il primo calo annuale da otto anni). Ma iSuppli prevede un miglioramento nella seconda metà, con aumenti delle vendite trimestre su trimestre del 6% nel terzo trimestre e dell’8,3% nel quarto. Nokia Oyj mantiene la propria posizione di vertice, ma le vendite sono state in totale di 103,2 milioni di pezzi, con un calo del 15,4% rispetto a un anno prima, a causa della maggiore competizione nel settore degli smartphone con Samsung, Research in Motion e Apple. La migliore performance anno su anno è stata quella di Samsung Electronics, secondo nella graduatoria mondiale, che ha recentemente aggiornato la propria linea produttiva e che ha visto un aumento del 14,4% delle vendite, con 52,3 milioni di pezzi. Ci sono due aree che ora stanno crescendo, quella degli smartphone e i cellulari ultra low-cost per i mercati emergenti. LG Electronics, terza società in classifica che ha registrato una crescita in Medio Oriente e Africa e il successo nel mercato dei touchscreen: così ha visto aumentare le vendite del 7,6%, a 29,8 milioni di unità. Motorola e Sony Ericsson — rispettivamente n. 4 e n. 5 del mondo — hanno avuto difficoltà nel secondo trimestre. Motorola ha registrato un calo di quasi metà delle vendite, a 14,8 milioni di pezzi. Sony Ericsson ha comunicato che le vendite sono scese del 43,4%, a 13,8 milioni di unità. (9Colonne)