VODAFONE, UN MILIONE DI DOWNLOAD PER MY 190

L’applicazione di Vodafone Italia My 190 ha superato il milione di download, diventando un vero punto di riferimento per i clienti che desiderano tenere sotto controllo il proprio traffico telefonico e gestire in modo autonomo i propri servizi Vodafone. Lanciata due anni fa, My 190 consente di consultare in modo rapido la propria spesa, effettuare ricariche, ricevere assistenza, accedere al catalogo di premi Vodafone You, e individuare il punto vendita Vodafone più vicino. L’applicazione è oggi disponibile per tutti i sistemi operativi per smartphone e tablet ed è stata scaricata 500.000 volte su iPhone, 160.000 volte su Android, 75.000 volte su iPad, oltre che su Windows Phone 7, BlackBerry, Nokia OVI, PC e Mac. Il successo di My 190 conferma la strategia di Vodafone sui servizi di assistenza multicanale, una serie di strumenti volti a offrire percorsi sempre più semplici ed efficaci per il monitoraggio dei servizi utilizzati e la risoluzione di problemi. Oltre a My190, sono disponibili il servizio di assistenza 190SMS, l’assistenza via Twitter e il modulo Servizio Clienti su Facebook, e gli strumenti di assistenza e consulenza sul sito www.vodafone.it. E’ online da pochi giorni una versione rinnovata del sito www.vodafone.it, con una home page più semplice, un menu per la navigazione diretta ai contenuti e servizi più importanti, e il nuovo Shop online per le offerte in abbonamento e ricaricabili. L’applicazione My 190 può essere scaricata dal sito assistenza.vodafone.it/my190, così come dagli App Store e Market delle principali piattaforme. (9colonne)

VERONA, VIA INTERNET I REFERTI MEDICI

422.000 referti medici, tanti ne produce all’anno l’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, da oggi possono viaggiare via internet ed arrivare direttamente sul pc di casa dell’utente. E’ l’effetto dell’attivazione del progetto Veneto Escape, realizzato dal Consorzio Arsenàl.it tra le Ullss e A.O. venete per l’informatizzazione, che consente ad ogni cittadino di scaricare sul proprio computer gli esiti degli esami evitando code agli sportelli e costosi spostamenti per raggiungerli. L’operazione è molto semplice: basta entrare nel portale www.ospedaleuniverona.it, cliccare su un’apposita e ben visibile sezione, inserire il proprio codice ricevuto all’atto della prenotazione e con un clic il referto apparirà sul computer. Veneto Escape all’Aoui di Verona non si limiterà però alla trasferibilità del singolo referto, ma mette a disposizione del cittadino il suo intero dossier sanitario, elemento utilissimo per poter in ogni momento disporre della "storia" della propria salute ed utilizzarla in caso di necessità da parte del medico curante. "Grazie al grandelavoro del Consorzio Arsenàl.it, 17 Aziende del Veneto hanno già attivato il servizio ed altre 4 sono pronte a partire", ha detto l’assessore regionale alla sanità Luca Coletto. "Ancora qualche mese e tutto il Veneto sarà coperto, con un risparmio per i cittadini, in termini di tempo e di costi di spostamento, quantificabile in 70 milioni di euro. L’Aoui di Verona – ha aggiunto – è sempre stata molto sensibile a questa sfida di modernizzazione, ed anche in questo caso ha fatto un passo in più, allestendola possibilità del dossier sanitario personale". Nel caso dell’Aoui di Verona il risparmio per i cittadini sarà di circa 5 milioni di euro, con un importante aspetto di servizio in più: l’azienda veronese, essendo universitaria, gestisce pazienti provenienti in molti casi da altre aree del Veneto e da fuori Regione (non meno del 15% del totale). Per tutti questi utenti, non dover più recarsi a Verona per il ritiro dei propri referti sarà un’agevolazione di estrema utilità. (9colonne)

L’E-COMMERCE RESISTE ALLA CRISI

PIXmania-PRO ha dato la parola ai clienti italiani, nello specifico i rivenditori on line, perché esprimessero la propria valutazione sui suoi servizi e azzardassero una previsione sul futuro degli acquisti online nel nostro paese. I dati emersi dal sondaggio rafforzano la convinzione che la Rete ha offerto alle aziende, in particolare alle Piccole e Medie Imprese e ai distributori – che rappresentano la maggioranza dei clienti di PIXmania-PRO - un’opportunità per mitigare gli effetti negativi della recessione dell’ultimo anno. In particolare, ben il 35% dei manager intervistati ha ammesso che, nonostante la crisi, le vendite online della propria azienda sono comunque aumentate, mentre il 29% ha dichiarato che sono rimaste sostanzialmente invariate. Per quanto riguarda le valutazioni espresse più nello specifico su PIXmania-PRO, si conferma l’importanza strategica del servizio di dropshipment ,che permette ai rivenditori di consegnare i prodotti in pacchi anonimi direttamente ai propri clienti finali in tutta Europa. Infatti, il 32,3% degli intervistati, proprio traendo beneficio dall’utilizzo del servizio, è riuscito a ridurre i costi di logistica e magazzino e la stessa percentuale ha ampliato la propria offerta commerciale. Ma quanto costa avviare la propria attività online utilizzando il servizio di dropshipment? Le risposte a questa domanda sono molto polarizzate: il 30% afferma di aver sostenuto una spesa tra i 500 e 1000 euro, mentre il 32% risponde di aver investito una cifra compresa tra i 4000 e i 5000 euro. In ogni caso si tratta di costi accessibili a tutti, dal giovane imprenditore che inizia a lavorare nel mondo del web, al negoziante desideroso di affiancare all’attività commerciale fisica uno store online, alla realtà già affermata che intende ampliare le proprie possibilità di business. I tempi di consegna ridotti (32%) e il servizio commerciale dedicato (29%), che prevede programmi di consulenza per la gestione del catalogo e degli ordini, la definizione dei prezzi e la creazione di strategie di marketing, sono ai primi due posti nell’ordine di preferenze espresse dal campione coinvolto nel sondaggio. Positivo anche il dato (35%) di coloro che si dicono pronti a espandere la propria attività all’estero . Fondata nel 2000, PIXmania.com è il più grande negozio online di elettronica di consumo in Europa. Con una presenza in 26 paesi, PIXmania.com conta 35 milioni di visitatori unici al mese e più di 9 milioni di clienti. (9colonne)

MUSICA DIGITALE OLTRE I 5 MILIARDI DI DOLLARI

Il business della musica digitale ha fatto registrare nel 2011 importanti volumi di crescita, anche grazie alla penetrazione in nuovi mercati di servizi come iTunes, Spotify e Deezer. Le piattaforme che oggi offrono musica online sono ormai moltissime e diversificate, e la loro geografia si è fortemente ampliata, con servizi attivi in 58 Paesi Nel 2011 sono cresciuti i servizi in abbonamento, grazie anche a partnership con importanti player che hanno permesso di raggiungere un pubblico sempre più numeroso. I ricavi globali per le case discografiche sono cresciuti dell’8% circa, permettendo di raggiungere un fatturato pari a 5,2 miliardi di dollari nel 2011. Il consumatore oggi desidera servizi di download attraverso i quali possa non solo scaricare una singola traccia (nel 2011 lo scaricamento dei singoli è aumentato dell’11%), ma anche album digitali ( +24%) e servizi premium in abbonamento. In quest’area, secondo le stime Ifpi, la percentuale di coloro che rispetto agli anni precedenti hanno sottoscritto servizi in abbonamento, è cresciuta del 65%. Negli Stati Uniti, il mercato musicale più grande del mondo, i canali digitali hanno superato i formati di vendita tradizionali diventando la principale fonte di ricavi per le case discografiche. Globalmente, il 32% dei ricavi dell’industria musicale provengono dal digitale evidenziando quindi un’importante segnale di innovazione nei confronti di altri settori come il cinema, i libri, i media. Tuttavia la pirateria rimane una barriera enorme alla crescita sostenibile della musica digitale. A livello globale, un utente su quattro che accede a servizi internet e scarica contenuti musicali in modo illecito. Questo comportamento, secondo anche quanto emerge da una ricerca Ifpi-Nielsen, continua a mettere in serio pericolo la crescita e soprattutto gli investimenti nel mercato della musica digitale. (9colonne)

CUSTOMER CARE, PREMIATA TELECOM ITALIA

Telecom Italia ha ottenuto due prestigiosi successi nell’edizione 2011- 2012 degli "Awards europei e dei Premi Relazioni con il cliente cittadino" assegnati la scorsa settimana a Milano: il primo con il Servizio 187 dedicato alla clientela consumer, il secondo con Telecontact Center, società del Gruppo Telecom Italia (100%) dedicata ai servizi di customer care. Gli Awards internazionali sono organizzati dall’European Confederation of Contact Center Organizations, la confederazione che dal 2002 aggrega le diverse associazioni presenti in Europa e promuove gli interessi e le esigenze del settore Contact Center. Il premio relativo al 187, ritirato da Gianfranco Sità che per Telecom Italia ha seguito il progetto, è stato attribuito sulla base del confronto tra i contact center delle principali aziende europee, per gli ottimi risultati ottenuti dall’adozione del modello organizzativo "Regia Unica Multicanale" nella gestione del rapporto con i clienti consumer di telefonia fissa. Basato su una piattaforma tecnologica all’avanguardia, tale modello si è contraddistinto in termini di efficienza facendo registrare sia il miglior rapporto tra il numero di addetti e il fatturato, sia quello tra operatori e clienti. Questo ha consentito di raggiungere brillanti risultati in termini di efficienza del servizio, risultati di vendita, soddisfazione e fidelizzazione dei clienti. L’altro riconoscimento è stato assegnato a Telecontact Center, in qualità di azienda vincitrice, nella categoria "Responsabile Contact Center" dei premi italiani Customer Management Multimedia Competence . Il premio, assegnato a Vincenzo Di Lauro, responsabile Canale Consumer di Telecontact Center, riconosce le ottime performances raggiunte sia in termini di caring sia di commercializzazione dei servizi, grazie all’introduzione di un nuovo modello organizzativo che ha visto la creazione di gruppi di risposta specializzati e di modalità operative end-to-end, attraverso le quali è stata data una pronta soluzione alle esigenze del cliente, senza la necessità di un ulteriore contatto (one call solution). (9colonne)

VODAFONE STATION 2: AL VIA LA NUOVA CAMPAGNA

Al via sulle principali emittenti televisive nazionali la nuova campagna pubblicitaria dedicata a Vodafone Station 2, il dispositivo che permette, in un’unica soluzione, di telefonare e navigare in internet con l’ADSL dalla propria abitazione e di utilizzare la banda larga in mobilità a partire da 29 euro al mese. Sono due i soggetti scelti per la campagna, che pone ancora una volta l’accento sulle emozioni, sulle persone comuni e sull’ironia legata alla quotidianità. In entrambi gli spot, i protagonisti mostrano la propria attitudine a sentirsi sempre a casa, proprio come succede grazie alle nuove offerte che Vodafone dedica all’ambiente domestico. Vodafone Station 2 è lo strumento che offre la comodità di navigare da casa attraverso il modem ADSL e in mobilità grazie alla Internet Key 14.4 inclusa nel dispositivo, in un’unica soluzione. Il modem permette anche di creare una rete casalinga collegando tutti i dispositivi presenti nell’abitazione (PC, tablet, smartphone e stampanti) con il wi-fi di ultima generazione e di accedere da remoto con l’applicazione dedicata per PC e tablet. Vodafone Station 2 è inclusa in tutte le offerte Vodafone ADSL a partire da 29 euro al mese ed è disponibile come opzione per i clienti ADSL presso i negozi Vodafone. Per i nuovi clienti è possibile acquistare Vodafone Station 2 anche sul sito www.casa.vodafone.it. La campagna è firmata 1861 United, l’agenzia guidata da Pino Rozzi e Roberto Battaglia. La creatività di entrambi gli spot è dei vicedirettori creativi Massimo Verrone e Mario Esposito, con la direzione creativa di Giorgio Cignoni e Federico Ghiso.Gli spot sono prodotti da Filmmaster con la regia dell’inglese Owen Harris. La musica originale che accompagna entrambi gli spot è stata composta ad hoc dal maestro Ferdinando Arnò con l’obiettivo di comunicare i valori del brand e diventare la colonna sonora istituzionale per tutte le prossime comunicazioni Vodafone. La pianificazione è a cura di OMD. (9colonne)

VIOLAZIONE DATI, ECCO LE CIFRE DEL 2011

Secondo quanto emerge dal report annuale Trend Micro il 2011 può essere ricordato come l’"anno delle violazioni di dati" poiché ha registrato numerosi attacchi rivolti contro grandi aziende, anche molto conosciute, con conseguenze importanti sia sul fronte della reputazione che su quello dei danni collaterali. Realizzato dai ricercatori Trend Micro, questo nuovo studio riprende le previsioni passate ed evidenza le minacce e le occasioni in cui la sicurezza ha saputo reagire in maniera adeguata. In particolare, sono sensibilmente aumentate nel corso del 2011 e minacce nei confronti dei dispositivi mobili. I ricercatori Trend Micro hanno infatti rilevato un picco sostanziale nei volumi di malware mobile, soprattutto per quanto riguarda gli attacchi alla piattaforma Android. In particolare RuFraud e DroidDreamLight – due delle più note varianti di malware per Android – hanno colpito efficacemente causando perdite di dati e denaro per milioni di utenti. Il 2011 è stato un anno particolarmente redditizio per figure come spammer e scammer che operano nell’ambito dei social media. Questi personaggi, infatti, hanno sfruttato le tendenze nei siti di social networking per mettere a frutto tecniche di social engineering e tattiche di hacking e sottrarre dati a milioni di social networker di tutto il mondo. Da qui la decisione degli enti legislativi di far introdurre ai siti di social networking una serie di policy e di meccanismi per la tutela della privacy degli iscritti. Sebbene il numero di vulnerabilità pubblicamente segnalate abbia registrato un calo passando dalle 4.651 del 2010 alle 4.155 del 2011, si è tuttavia verificata un’evoluzione delle minacce in termini di livelli di complessità e sofisticazione. Il 2011 ha visto attacchi mirati, originali e ben controllati: tra i più eclatanti quelli rivolti contro CVE-2011-3402, CVE-2011-3544 e CVE-2011-3414, oltre a un paio di vulnerabilità zero-day di un prodotto Adobe che sono state sfruttate "in the wild". • Infine, nonostante uno scenario generale particolarmente aggressivo, Trend Micro, insieme a partner di settore e autorità legislative, ha saputo mettere a segno nel corso del 2011 diversi successi strategici. Tra questi l’iniziativa ‘Operation Ghost Click’, che ha registrato un notevole successo, dopo cinque anni di controlli e di lavoro condotto a stretto contatto con l’FBI. Unica azienda coinvolta nel progetto, Trend Micro ha saputo fornire un valido supporto all’FBI in quella che è passata alla storia come la più importante ed estesa sconfitta del cybercrimine mai verificatasi fino ad oggi. (9colonne)

BLADNA MOBILE, PRIMO OPERATORE ARABO IN ITALIA

Vodafone Egitto ha lanciato in Italia Bladna Mobile, primo operatore telefonico arabo sul nostro mercato. La nuova compagnia mobile virtuale si rivolge ad un target ben preciso, ovvero gli immigrati nord africani presenti nel nostro paese. Bladna Mobile offre una tariffa di 5 cent al minuto verso tutti i numeri Bladna in Italia, senza scatto alla risposta, e di 15 cent al minuto verso gli altri numeri fissi e mobili nazionali (sempre senza scatto). Gli sms, invece, hanno un costo di 15 cent. Per quanto riguarda le telefonate verso Algeria, Egitto, Marocco e Tunisia, la tariffazione è un po’ particolare: si parla di 10 cent a unità, dove l’unità cambia a seconda del paese e del tipo di numero chiamato (fisso o mobile). Le chiamate non prevedono costi di attivazione, scatto alla risposta o canone mensile. Per promuovere il nuovo marchio, sabato scorso a Milano si è svolto il Bladna Festival, prima edizione di una manifestazione che mescola musica, arte di strada e personalità di spicco della cultura araba contemporanea. Il Forum di Assago si è riempito di 7mila spettatori per il concerto di Nancy Ajram, Nour Eddine e Amir, ma anche per osservare all’opera i graffiti artist Hany Khaled e Hend Kheera. Un’occasione per ribadire la stretta connessione tra sviluppo tecnologico (mobile soprattutto) e nuovi fermenti culturali. (9colonne)

ICT, UN NUOVO GIOIELLO A TRENTO

E’ stato inaugurato a Povo - alle porte di Trento - Estro, il laboratorio di ricerca e sviluppo costituito da Trento Rise, sigla che raggruppa le varie realtà del sistema della ricerca trentino nel campo dell’Ict e che costituisce uno dei sei nodi di rete dell’Eit (European insitute of innovation and technology), e dal gruppo Engineering, il primo in Italia sul versante delle tecnologie dell’informazione e comunicazione, con 6500 dipendenti e circa 760 milioni di ricavi nel 2010. Il laboratorio di Trento impiegherà inizialmente circa 30-40 persone, assunte sia in Italia che all’estero. Il centro di ricerca pubblico-privato nel settore delle tecnologie informatiche opererà soprattutto nel campo dell’innovazione al servizio della qualità della vita in tutti i suoi aspetti, dalla salute all’ambiente, dalla cultura ai servizi. “Crediamo sia molto importante che le aziende leader nel settore vengano a stabilirsi qui - ha detto il chairman di Trento Rise Paolo Traverso nell’introdurre l’evento - , in modo tale da lavorare gomito a gomito con gli istituti di ricerca. Anche la prossimità fisica è un importante fattore di sviluppo, perché, come dicono a volte i ricercatori, spesso le idee migliori nascono alla macchinetta del caffè. C’è però soprattutto un valore simbolico dietro a questo momento, che rimanda ad una nostra convinzione profonda: la ricerca non può più stare da sola, non può più lavorare separatamente rispetto sia alle aziende sia alla pubblica amministratore e ai decisori politici. Il confronto e le sinergie sono indispensabili se vogliamo che la ricerca scientifica dia un contributo fattivo alla società. Al tempo stesso ci auguriamo che aziende e pubbliche amministrazioni credano nella ricerca, la identifichino come una risorsa importante. Solo così può nascere, come in questo caso, una feconda partnership pubblico-privata”. Michele Cinaglia, presidente di Engineering, fra i primi dieci attori europei nel software e servizi, ha sottolineato le difficoltà che anche un’azienda sana, che paga circa 10.000 stipendi, attraversa in questo momento. Perché allora la scelta di investire in una nuova iniziativa, e di farlo proprio a Trento? “Per la serietà di questo territorio - ha detto Cinaglia - , che vediamo in molti campi diversi. Cominceremo con alcune decine di persone, selezionate sia in Italia che all’estero. La prospettiva è quella di espanderci ulteriormente, nel tempo, coniugando ricerca e produzione. Partiremo con un progetto di telemedicina, nella convinzione che essa possa al tempo stesso migliorare le prestazioni del servizio sanitario e ridurre i costi. Abbiamo le risorse per fare un eccellente lavoro e la volontà per farlo”. "Questa giornata – ha concluso Lorenzo Dellai, presidente della Provincia autonoma di Trento - aggiunge una nota di fiducia e di speranza ad un panorama tormentato. Dopo altre iniziative che hanno visto coinvolte realtà come Telecom e Gpi si inaugura oggi un nuovo laboratorio nel campo delle tecnologie dell’informazione, con una prestigiosa realtà industriale, Engineering, che lavorerà a fianco dei nostri centri di ricerca. Tutto ciò risponde a una visione di lungo periodo, che ci impone di tenere duro. Engineering lo sta facendo, in un momento difficile per l’economia internazionale. Questo è l’atteggiamento che dobbiamo mettere in campo tutti noi quando scommettiamo sui grandi investimenti in ricerca e innovazione, se vogliamo costruire un futuro che dia prospettive di lavoro qualificato ai giovani e di crescita alle nostre imprese.” (9colonne)

TUTTI AL LAVORO CON SMARTPHONE E TABLET

L’ultimo trend tecnologico si chiama "consumerizzazione" e l’Italia è tra i paesi più all’avanguardia nel mondo. La consumerizzazione deriva dal fenomeno del "bring your own device", ovvero la penetrazione in aziende delle tecnologie consumer ed è l’utilizzo dei dispositivi mobili personali (smartphone, tablet…) per attività lavorative. La consumerizzazione è un fenomeno che sta contribuendo a ridefinire le abitudini e le pratiche professionali ma anche personali. L’utilizzo dei dispositivi mobili personali a scopi lavorativi, infatti, produce notevoli vantaggi in fatto di flessibilità e comodità, assicurando un incremento della produttività personale e un migliore equilibrio tra vita privata e professionale. Ma c’è anche un "rovescio della medaglia". Con l’aumento e la diversificazione delle fonti di accesso ai dati aziendali, crescono anche i rischi per le imprese di subire intrusioni e perdite dei dati, così come i rischi di attacchi informatici che possono causare gravi danni al business. Trend Micro ha commissionato una ricerca per approfondire questo nuovo fenomeno e sono emersi dati interessanti e tutti italiani. Il 59% delle grandi aziende italiane consente l’utilizzo dei personal devices per attività lavorative, (superati solo da quelle olandesi con 67% e seguite da quelle francesi con il 52%). Gli strumenti utilizzati dagli intervistati italiani sono prevalentemente: laptop (72%), smartphone (58%) e tablet (35%). Per il 69% del campione i dispositivi sono forniti dall’azienda, mentre per il restante 30% sono "strumenti" scelti e acquistati direttamente dal dipendente. Le aziende italiane, attraverso la consumerizzazione si aspettano benefici relativi all’incremento della produttività (48%) e una riduzione dei costi operativi (40%). I lavoratori ritengono che i benefici della consumerizzazione siano la comodità (55%), la possibilità di lavorare da remoto o da casa per il 43%, e l’ utilizzo del medesimo strumento sia per il lavoro che per attività personali (40%). Per quanto riguarda invece gli aspetti relativi alla sicurezza delle informazioni, le aziende intervistate, a fronte della diffusione molto rapida dei personal devices tra i propri dipendenti, ammettono di essere state colte impreparate ad affrontarla attraverso una gestione pianificata e organica. Una percentuale considerevole di imprese italiane intervistate consente l’accesso attraverso dispositivi mobili anche ad aree riservate contenenti informazioni strategiche come database (32%), CRM (17%), dati finanziari (11%) e documenti di strategie e pianificazione (11%). Il 70% delle imprese italiane non assicura ai propri dipendenti il supporto attraverso le strutture IT per quanto riguarda i personal devices, esponendosi così a considerevoli rischi. Le procedure di sicurezza adottate dalle imprese sono spot e non coprono tutte le tecnologie e apparecchiature. Solo il 49% prevede "policy" per gli smartphone e solo il 40% per i tablet, sia per il loro utilizzo da casa o in ufficio, e il 30% delle imprese italiane non ha ancora previsto delle procedure per il loro utilizzo in ambito lavorativo. Un dipendente su 4 (24%), che utilizza i personal devices per lavoro, non è a conoscenza neppure degli strumenti e tecniche di base per la protezione dei dati e delle informazioni, mentre il 33% non è a conoscenza delle procedure di sicurezza adottate dall’azienda. (9colonne)